Il quadro energetico ticinese sta cambiando.
Nel settembre 2026 il Gran Consiglio ha discusso il nuovo piano energetico e climatico cantonale, il PECC, insieme a modifiche della Legge cantonale sull’energia.
Il dibattito politico ha riguardato anche le prescrizioni legate al fotovoltaico sugli edifici esistenti. Il testo definitivo delle modifiche legislative dovrà però essere considerato nella sua formulazione ufficiale e secondo le successive procedure previste.
Per chi sta valutando un impianto fotovoltaico, questo significa una cosa semplice: non conviene prendere una decisione basandosi soltanto sull’obbligo o meno previsto da una legge.
La domanda più utile è un’altra: quanto può produrre il mio edificio, quanta energia posso utilizzare direttamente e quale valore può generare l’impianto nel tempo?
Il fotovoltaico resta centrale nella strategia energetica del Ticino
Il PECC indica per il fotovoltaico un obiettivo di produzione di almeno 1’500 GWh all’anno entro il 2050.
Il potenziale tecnico-economico stimato dal Cantone per tetti e facciate è molto più elevato: tra 3’200 e 4’000 GWh all’anno.
Sono numeri che mostrano quanto spazio di sviluppo esista ancora sul territorio cantonale.
Il punto, però, non è installare pannelli ovunque.
È individuare gli edifici sui quali l’investimento ha realmente senso.
Per un privato:
produrre e utilizzare più energia possibile
Per una casa unifamiliare, la convenienza di un impianto dipende soprattutto da alcuni fattori concreti:
superficie e orientamento del tetto;
consumi annuali;
quantità di energia utilizzata durante le ore di produzione;
presenza di pompa di calore;
eventuale mobilità elettrica;
possibilità di integrare un sistema di accumulo.
L’energia prodotta e consumata direttamente riduce la quantità di elettricità che deve essere acquistata dalla rete.
Per questo il corretto dimensionamento dell’impianto è più importante della semplice ricerca della massima potenza installabile.
Per un’azienda:
il profilo dei consumi fa la differenza
Per molte PMI il fotovoltaico presenta una caratteristica particolarmente interessante: una parte importante dei consumi avviene durante il giorno, proprio quando l’impianto produce energia.
Quando produzione e consumi coincidono, aumenta la quota di autoconsumo.
Questo può permettere all’azienda di ridurre nel tempo parte dell’energia acquistata dalla rete e di utilizzare superfici già disponibili, come tetti di capannoni, laboratori, uffici o strutture commerciali.
Anche in questo caso non esiste però una soluzione standard.
Un impianto destinato a un’azienda dovrebbe essere dimensionato sulla base dei consumi reali e del loro andamento nell’arco della giornata e dell’anno.
Gli incentivi federali continuano
La Confederazione continua a sostenere gli impianti fotovoltaici attraverso le Rimunerazioni Uniche.
Per gli impianti con consumo proprio: RUP e RUG possono coprire fino al 30% dei costi d’investimento dell’impianto di riferimento.
Per determinate configurazioni senza consumo proprio è inoltre prevista la Rimunerazione Unica Elevata, che può raggiungere fino al 60% dei costi dell’impianto di riferimento, secondo le condizioni stabilite dalla normativa federale.
Gli importi effettivi dipendono dalla potenza e dalla configurazione dell’impianto.